Fino al 2017 gli italiani hanno l’opportunità di usufruire di contratti di affitto con canone concordato a condizioni particolarmente favorevoli grazie al Piano Casa.

Il contratto di locazione denominato “a canone concordato” è una soluzione fiscalmente vantaggiosa, voluta per incentivare proprietari e inquilini a stipulare contratti in regola.
Infatti, sul canone concordato la cedolare secca viene ridotta al 10 per cento, dal 2014 fino al 2017 e uno sconto del 25% sull’IMU e sulla TASI.

Il contratto a canone concordato è un contratto di locazione con le caratteristiche dettate dall’articolo 2, comma 3, della legge 431/1998 e le condizioni stabilite dagli accordi locali fra le organizzazioni più rappresentative dei conduttori di proprietà edilizia e inquilini, per abitazioni nei Comuni ad alta tensione abitativa in elenco Cipe. Stesso il termine ci rende chiara la differenza con il contratto di locazione “a canone libero”: in quest’ultimo il canone di locazione è liberamente scelto, nel “canone concordato” si va riferimento ai parametri fissati dagli accordi locali.

Canone concordato a Caserta

Per la città di Caserta, finalmente, è stato sottoscritto e depositato presso il Comune il nuovo accordo locale, che sostituisce il precedente del 1999, aggiornando i valori dei canoni, quindi risulta molto più agevole per i cittadini casertani stipulare questi contratti ed usufruire delle interessantissime agevolazioni fiscali.

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Come si calcola

Tali accordi locali fissano i criteri di stipula: tipo di contratto (agevolato, transitorio, per universitari), durata, rinnovo, importo canone, aggiornamento ISTAT, clausole di rescissione, oneri accessori, uso e consegna, ripartizione spese, modifiche e migliorie, esigenze particolari del locatore/conduttore, varie ed eventuali. Quindi, il territorio comunale viene suddiviso in zone urbane omogenee, cioè delle aree aventi caratteristiche simili per valori di mercato, dotazioni infrastrutturali (trasporti pubblici, verde pubblico, servizi scolastici e sanitari), tipologie edilizie (categorie e classi). Per ogni area gli Accordi territoriali devono prevedere un valore minimo e un valore massimo del canone considerando la categoria catastale, lo stato manutentivo dell’immobile, eventuale/i pertinenze/i, presenza di spazi comuni, dotazioni di servizi tecnici, presenza di mobilio.

In base a questi parametri, si determina il canone annuo e mensile inteso come moltiplicazione tra il valore in euro per metro quadrato e la metratura dell’immobile.

Vantaggi fiscali

I vantaggi per i proprietari sono due:

  • reddito dichiarato ai fini IRPEF: Se il reddito percepito dal locatore viene riportato in dichiarazione dei redditi, grazie al fatto che il contratto è stato stipulato in regime convenzionale (agevolato) il locatore gode di uno sconto sulla base imponibile pari al 30%, che pertanto abbatte sensibilmente l’IRPEF da versare;
  • reddito dichiarato ai fini della cedolare secca: Se il locatore, invece, decide di aderire alla cedolare secca, il reddito percepito viene tassato direttamente con una percentuale, come già detto, pari al 10%.
  • inoltre, come già detto, la legge di Stabilità 2016 (i commi 53 e 54 della legge 208/2015) prevede uno sconto del 25% sull’IMU e sulla TASI.

I vantaggi per gli inquilini sono, parimente, due:

  • innanzitutto, l’inquilino beneficierà di un canone inferiore ai valori medi di mercato;
  • inoltre, nel caso in cui utilizzi la casa locata come abitazione principale, può usufruire di una detrazione dell’imposta per i redditi derivanti dall’Irpef di € 495,80 se il reddito complessivo non supera € 15.493,71, oppure, se il reddito complessivo è superiore a € 15.493,71, ma non superiore a € 30.987,41, la detrazione è pari a di € 247,90.

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