Affittare un appartamento arredato è, oggi, esigenza di una fetta di richiesta immobiliare sempre più ampia e di conseguenza è diventata pratica diffusa da parte dei proprietari. Da questi dati emerge la necessità, da parte del legislatore, di intervenire in merito: infatti in Italia manca del tutto una norma o regolamento chiaro ed univoco su cosa significhi affittare un immobile completo di arredi.

In buona sostanza, dovremmo affidarci a quelli che sono gli usi e consuetudini locali.

Partiamo da un presupposto assolutamente indiscutibile: l’alta qualità e la completezza di arredi, in un contesto generale di un appartamento ben rifinito, contribuisce ad alzare la richiesta economica e rende l’immobile maggiormente appetibile.

Tuttavia questo non basta.

In linea generale, un appartamento si può intendere “arredato” quando contiene la totalità del mobilio necessario alla fruizione dell’alloggio e a rendere confortevole la permanenza dell’inquilino.

Quindi, possiamo affermare che la cucina debba includere un tavolo con almeno quattro sedie e gli elettrodomestici indispensabili (lavello,piano cottura, forno, frigorifero e freezer), abbinata ad un vano servizi igienici dotato almeno di mobile bagno e porta-asciugamani.

La presenza di una lavatrice è sempre stata discussa, perché non è presente nella totalità delle proposte immobiliari. Tuttavia è ormai accettato come arredo indispensabile.

L’ambiente soggiorno/salone, se presente (si pensi ai bilocali composti solo da cucina-camera-bagno), per rispondere ai requisiti di cui sopra, dovrà essere completa di divano o poltrone, mobili da sala o parete attrezzata e tavolo con sedie, qualora assenti in cucina.

E’ argomento discusso la presenza o meno della TV. Su questo punto direi che siamo borderline.

La televisione è sicuramente un accessorio e non un arredo, quindi non strettamente obbligatorio. Nonostante questo è pratica diffusa che l’appartamento arredato ne abbia almeno uno.

Sulla camera da letto difficilmente sorgono obiezioni. E’ pacifico che sia completo di letto con materassi e cuscini (è vero che sono accessori e non arredo in senso stretto, ma rispondono al requisito di partenza secondo cui l’inquilino possa immediatamente entrare e vivere in casa), comodini, mobile con cassetti e armadio.

Sulla presenza anche in camera da letto della televisione siamo ancora un po’ più in là rispetto a quanto detto per il soggiorno. In questo caso, se presente in altri ambienti, non è necessario. Deve però esserci almeno l’impianto con l’ingresso per il cavo TV.

Discorso a parte meritano elementi come tendaggi o quadri. Non sono arredi necessari e obbligatori, ma possono essere presenti.

Per quanto riguarda la manutenzione degli arredi, si applica senza dubbio la regola generale prevista per gli affitti: l’ordinaria manutenzione sarà a carico dell’inquilino (si pensi alla fune della persiana rotta per l’uso quotidiano), mentre la straordinaria manutenzione resterà a carico del proprietario (per es. un guasto improvviso della caldaia) salvo che l’intervento si renda necessario a causa di incuria o negligenza dell’inquilino. In linea generale le riparazioni di piccola manutenzione che devono essere eseguite dall’inquilino a sue spese sono quelle dipendenti da deterioramenti dovuti all’uso e non quelle dipendenti da vetustà o da caso fortuito.

Ad ogni modo, i contratti di locazione contengono – quasi – sempre la clausola “come visto piaciuto”, quindi tutto quanto visionato in sede di sopralluogo resta nell’appartamento e il locatore non sarà tenuto ad integrare l’arredo. Per questo motivo è opportuno che venga redatto un inventario completo degli arredi ed accessori e sottoscritto sia dal locatore che dall’inquilino.

In conclusione, conviene arredare l’appartamento nel modo più completo possibile, con elementi di fattura moderna e in buono stato. In questo modo sarà possibile una richiesta economica adeguata alle aspettative del locatore e sarà sicuramente più probabile che l’inquilino goda di un soggiorno confortevole all’interno dell’appartamento.

 

 

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