Le detrazioni fiscali IRPEF sulla casa, ovvero i “bonus” riconosciuti dallo Stato, comprendono le provvigioni pagate alle agenzie immobiliari o intermediari e costi di intermediazione. In questo articolo vedremo come calcolarle e come indicarle nel 730  o modello unico, a seconda che abbiate o meno una partita IVA.

L’art. 15, comma 1, lett. b-bis), del Testo Unico delle Imposte sui Redditi prevede, ai fini IRPEF, la detraibilità al 19% dei “compensi, comunque denominati” pagati agli intermediari immobiliari in relazione all’acquisto dell’abitazione principale, per un importo non superiore ad € 1.000 per ciascuna annualità. Tale principio è stato, poi, ribadito dalla Circolare dell’Agenzia delle Entrate n. 28/E dell’agosto 2006.

Pertanto, questo bonus fiscale relativo alle spese per l’intermediazione immobiliare spetta solamente all’acquirente e può essere fruita solamente da parte di coloro che acquistano una unità immobiliare da adibire ad abitazione principale, intendendosi quella nella quale il contribuente o i suoi familiari dimorano abitualmente, a differenza dell’agevolazione ai fini dell’Iva o dell’imposta di registro per l’acquisto della prima casa (che deve essere necessariamente ubicata nel comune in cui l’acquirente ha o si impegna a trasferire la propria residenza anagrafica).

Secondo l’Agenzia delle Entrate, per ottenere lo sconto sulle spese di intermediazione, l’immobile acquistato deve essere adibito ad abitazione principale entro i termini previsti per usufruire della detrazione relativa agli interessi passivi su mutui, e quindi ordinariamente entro un anno dall’acquisto, salvi i diversi termini per le eccezioni previste dalla norma.

In caso di acquisto congiunto da parte di più soggetti, la detrazione sarà ripartita tra gli stessi in misura proporzionale alle quote di acquisto, a condizione che la fattura emessa dall’intermediario riporti i dati di tutti gli acquirenti (Circolare n. 20/E/2011). La prassi ha inoltre chiarito che, in caso di acquisto congiunto e fattura emessa nei confronti di un solo soggetto, quest’ultimo potrà usufruire della detrazione integralmente (non andrà quindi persa la quota virtualmente riferibile agli altri acquirenti), a condizione che sul documento sia annotato che l’onere è stato interamente sostenuto dal soggetto indicato in fattura. Se la fattura è intestata a un solo proprietario, ma l’immobile è in comproprietà, al fine di ammettere al beneficio della detrazione anche il comproprietario non indicato in fattura, occorre integrare la fattura medesima annotandovi i dati di quest’ultimo, come ricordato dalla Circolare 20/E del maggio 2011.

Vale sostanzialmente il principio di cassa, per cui conta l’anno in cui la spesa è stata effettivamente sostenuta, mentre non occorre che nello stesso anno sia stato stipulato l’atto pubblico di compravendita. La detrazione è fruibile, infatti, anche in presenza di un compromesso, purché regolarmente registrato, con l’ovvia conseguenza che, nel caso non si proceda in seguito alla stipula del definitivo, viene meno il beneficio e la detrazione deve essere restituita.

 

 

 

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